Le Mostre

TESTIMONIANZE IN ROSSO E BLU - L'Arma in cornice

 

TESTIMONIANZE IN ROSSO E BLU
a cura di

COL. BENEDETTO LAURETTI

 

Scuola Allievi Carabinieri

Caserma Cernaia

Torino

 

5 0ttobre - 30 novembre 2018

 

 

      Quel giorno a Gravere, in Val di Susa, sono rimasto affascinato dallo studio di Tino Aime. La luce, gli odori e i colori davano a quel luogo un tocco di magia e la splendida
parete in vetro che illuminava la stanza del pittore lasciava spazio ad un panorama mozzafiato con le cime imbiancate dei monti, così vicine, che pareva fosse possibile
toccarle semplicemente allungando la mano. Ero arrivato fin lassù con Ernesto (l'amico e collega Sacchet) per concretizzare un'idea che avevo accarezzato lungamente e che,
finalmente, adesso era possibile realizzare. A Torino, la città che 204 anni orsono aveva visto la fondazione del Corpo de' Carabinieri Reali, erano ancora presenti e funzionanti
alcune tra le più belle caserme dell'Arma, veri e propri luoghi simbolo dell'Istituzione: dalla Bergia al Castello di Moncalieri, dalla Cernaia alla Micca. Per non parlare del monumento al Carabiniere,

opera unica nel suo genere in Italia, almeno fino al 2014 quando, raggiunto il traguardo del bicentenario dalla fondazione, un imponente bronzo della Pattuglia

nella Tormenta aveva visto la luce nei giardini del palazzo del Quirinale a Roma. Un patrimonio come quello descritto, testimone silenzioso della nascita
e dei primi duecento anni di vita del Carabiniere, si sarebbe prestato magnificamente ad essere rivisitato per mano di un artista contemporaneo.
E così, con il proposito di avviare la realizzazione di una serie di acqueforti, io ed Ernesto eravamo saliti a Gravere da Tino Aime. Dal pittore valsusino ci aveva indirizzato
Toni Liboà, il fondatore della calcografia "al Pozzo" di Dogliani Castello, una delle botteghe
d'arte che, a dispetto del progredire del mondo digitale, custodisce gelosamente i segreti ottocenteschi della stampa d'arte calcografica e tipografica. Quel giorno, a Gravere,
assaporando una fumante tazza di caffè, con lo spettacolo della Val di Susa e delle Alpi davanti ai nostri occhi, nacque "Una porta Aperta", la prima delle opere dedicata
ai Carabinieri e alla loro Caserma d'origine. In quel percorso virtuoso, iniziato idealmente con la bicicletta di Tino Aime poggiata all'ingresso della "Bergia", finimmo ben
presto per incontrare altri appassionati artisti piemontesi e con "Presenze silenziose al Castello", Riccardo Cordero volle descrivere il suo Castello di Moncalieri. A Sergio Saccomandi
il Monumento al Carabiniere dei giardini reali ispirò invece "Fortezza e Azione". L'amica Teresita Terreno, consorte del compianto Toni ed erede dei suoi antichi
metodi di stampa, si è da ultimo dedicata alla Cernaia con "I Gatti della Cernaia".
La centenaria presenza dei Carabinieri in città, i colori che li rappresentano, hanno evidentemente stimolato nel tempo l'ingegno di tanti dei pittori piemontesi e non è un caso
che alla realizzazione del pregevolissimo e ricercatissimo Calendario dell'Arma del 2018 abbia fornito il proprio importante contributo Ugo Nespolo, uno tra i più apprezzati artisti
italiani contemporanei. Le forme e i colori delle vivaci serigrafie di Nespolo che descrivono i Carabinieri durante il loro servizio hanno il pregio di accendere la fantasia,
di aprire una finestra sulle molteplici attività del Corpo. È in una Torino antica e romantica, quella dei tram colorati di rosso e trainati dal cavallo, che ci riportano invece
i dipinti di Raul Viglione e, in perfetta simbiosi con l'epoca, i Carabinieri che lui inserisce nelle sue vedute sono proprio quelli a cavallo. Le pitture di Giancarlo Taraski
sono al contrario un inno alla modernità e nelle immagini e nei colori finiscono per rivelarne la storia personale, esprimendo una narrazione dell'Arma propria di chi l'ha
vissuta dal di dentro.
Come è possibile intuire da quanto finora scritto, quella che viene allestita non è una mostra di quadri, o almeno non lo è nel senso che comunemente gli viene attribuito.

I dipinti, le acqueforti sono lì a testimoniare il legame fortissimo che unisce Torino e i Carabinieri. Anche per questo, accanto agli artisti di professione trovano posto le opere di semplici
appassionati che, in mostra, oltre al loro quadro, mettono in gioco se stessi e il loro cuore. Ci tenevo, quale comandante della "Cernaia", ad un evento del genere. Sentivo
che era necessario organizzarlo. Per me era questo il modo migliore per ringraziare tutte quelle persone – alcuni dei quali, come Aime e Liboà nel frattempo scomparsi
che hanno creduto e credono nella nostra Istituzione, che testimoniano con la loro creatività l'amicizia nei confronti dei tanti che quei colori – il rosso e il blu – lo hanno cucito addosso.

 

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