Le Mostre

SEGNO FORMA COLORE

SEGNO FORMA COLORE 2018

PAOLO BELGIOIOSO, ENZO BERSEZIO, LUCIANO CAPPELLARI, LAURA CASTAGNO, FRANCA CHIONO, CHRISTIAN COSTA, MARIENZO FERRERO, MARCO GALLAFRIO, GIANCARLO LAURENTI, PAOLA MALATO, RICCARDA MONTENERO, GIULIO MOSCA, DORA PAIANO, ANTONELLA PIRO, LUCIANA PISTONE, VALERIA SCUTERI, JULIA SHUMILOVA, GIORGIO STELLA, MAGDA TARDON, TERESITA TERRENO, LUISA VALENTINI, FRANCESCO ZAVATTARO ARDIZZI

a cura di

GIAN GIORGIO MASSARA

e

ANGELO MISTRANGELO

 

29 aprile - 24 giugno 2018

Palazzo Lucerna di Rorà

Bene Vagienna (Cn)

 

 

 

MATERIA E ARTE
di G I A N G I O R G I O M A S S A R A

 

Uno dei temi figurativi più antichi è certamente quello della Pietà, cristiana o pagana essa sia. Paolo Belgioioso realizza una terracotta nella quale la Madre disperatamente

regge il corpo – esamine ormai – del figlio, rileggendo così i capolavori del passato. Belgioioso è un autore che ne Il Bacio rende essenziale un gesto destinato a mutare il corso
della storia.
Di dramma parliamo parimenti ammirando l'opera The Strand (Hope) di Francesco Zavattaro Ardizzi: un'immagine che s'offre alla luce della speranza. In Divers s'avverte
invece il senso dell'ignoto nel cauto tuffo di un gruppo di pinguini.
Giancarlo Laurenti cerca e ritrova legni antichi nei fiumi: suggestiva laMaternità africana, mentre in Tembo l'autore rivela voluti intenti spaziali. L'umanità in marcia – che agli albori
del secolo XX diviene "manifesto ideale" – suggerisce a Franca Chiono d'imprimere a geometriche forme di titanio il senso d'unmovimento senza fine; bellissimi, poi, i suoi
alberi – silenti sentinelle che sfumano sull'argine del Po – in un'opera a stampa.
È Enzo Bersezio ad amare le forme astratte non immemori di umane presenze; Faraday e Untitled sono opere complesse, positivamente programmate e articolatesi nello spazio.
Acciaio, pietra, carta, legno e delicate foglie di loto sono i materiali che Luisa Valentini predilige per realizzare un Reperto tendente verso il componimento poetico, mentre Acqueo
invita ad arrestare il passo e quindi meditare.
Valeria Scuteri manipola – da anni ormai – i fili destinati alla tessitura sia in Nido di rondini quanto nell'omaggio reso alla scultura della Rinascenza: l'artista rivela spesso

segreti che consentono di "entrare nellamateria" per rinnovarla nella forma. Paola Malato dopo aver proposto le pagine d'un diario segreto – riporta nell'attuale produzione,
composta di opere in piombo e terracotta, una "canzone-poesia": felice incontro di materiali sapientemente modellati e di accorte cromie.
Marienzo Ferrero, utilizzando lamiere di rame e rendendole fluorescenti, crea invece opere quali In Out disegnate nello spazio e articolate secondo precise premesse progettuali,
mentre Christian Costa predilige forme circolari, sferiche oppure ovoidali sulle quali interviene mediante l'utilizzo dello smalto.
Mondo ammaccato è una scultura – legata a una particolare data – nella quale l'autore esprime se stesso in modo assolutamente personale.
In ciascuna delle opere esposte a Bene Vagienna si legge il desiderio di "andare oltre", cioè verso il futuro dell'arte.

 

DA RIVELATE INTERIORITA'

di ANGELO MISTRANGELO

 

Il nuovo appuntamento espositivo organizzato dall'Associazione Piemontese Arte a Bene Vagienna, propone una selezione di artisti che esprimono gli aspetti e le tendenze
delle attuali esperienze creative tra dipinti, pagine grafiche e fotografie.
Un percorso che permette di cogliere l'essenza di una sequenza di opere che si apre con le tele sul tema delle Variazioni blu e rosa di Luciano Cappellari, che affida a un rigoroso
e lirico astrattismo il senso di una ricerca che gli appartiene da sempre e da sempre concorre a delineare il suo discorso, mentre gli acrilici Gelidi spazi 2 e Gelida cascata rivelano
la dimensione espressiva di Dora Paiano, che mediante un controllato dato cromatico trasforma un'idea in forme permeate dalla luce atmosferica. E le sciabolate di un colore
materico, pulsante, vibrante fanno parte del dettato di Julia Shumilova, dei lavori della Serie Eteromorfi risolti con l'impiego della tempera e pastelli su tela. E proseguendo, s'incontra
il clima della pittura di Luciana Pistone contrassegnata dalle composizioni Bormida com'era e Geometrie colorate in città, dal nitido impianto geometrico. Una scansione
geometrica che in Laura Castagno appare caratterizzata dalla leggerissima immagine modulare di Ombra di sfera, sino a raggiungere la rattenuta gestualità della tempera e
lacca nera su carta Logos del 2006.
La materia assume un valore assoluto nella tecnica mista Wood Land di Antonella Piro, che in Pillow Book - 20 settembre 2011 unisce scrittura e colore, segno e rappresentazione,
secondo una elegante e puntuale resa d'insieme.
In questo particolare itinerario all'interno della cultura visiva contemporanea, si collocano le recenti opere di Magda Tardon segnate da un linguaggio scandito dai testi inseriti
nel corpo della raffigurazione, in una sorta di interiore richiamo filosofico: da Dark, dark, dark a Vecchia pietra per nuove costruzioni.
Nei quadri di Marco Gallafrio affiorano impressioni di un naturalismo rivisitato, reinterpretato con le cadenze di unmisurato tono cromatico che suggerisce, più che definire,
la Pioggia o lo scorcio di un Viale. La natura, invece, è parte integrante e determinante del cammino di Teresita Terreno, che nelle acqueforti su zinco Groviglio di rose e Gigli descrive
la delicatezza di unmazzo di fiori, di un verdeggiante cespuglio, di un lievissimo petalo.
Il racconto di Giulio Mosca, viceversa, si affida al tratto del carboncino su legno per «costruire» le Figure del 1998-2016 e per fissare la complessa e meditata visione del Traguardo
del 2009, composto con acrilico, foto e cera su legno.
La ricerca di Riccarda Montenero, condotta tra immagine evocata e tensione mentale, fluisce attraverso la concettuale elaborazione del dittico Blessures, tratto dal progetto Rue
de l'esperance, stampa fine-art su carta Hahnemühle.
Nelle cianotipie di Giorgio Stella, che ha ripreso la struttura interna della Mole (Mole Antonelliana), si avverte l'effetto pittorico dell'immagine fotografica, grazie all'impiego
di una tecnica «antica» contraddistinta dal colore «Blu di Prussia». Una tecnica utilizzata da Anna Atkins, considerata la prima donna fotografa della storia.

Domanda di Iscrizione

iscriviti2
Richiedi di far parte dell' Associazione Piemontese Arte compilando la domanda di iscrizione.

Privacy Policy
Cookie Policy
facebook rss