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INCISORI ITALIANI CONTEMPORANEI 2016

INCISORI ITALIANI CONTEMPORANEI 2016

Omaggio a Giacomo Soffiantino

 

Cornelia Badelita, Roger Benetti, Sandro Bracchitta, Bruno Cerboni Bajardi, Paolo Ciampini, Vladimiro Elvieri, Clemente Fava, Giancarla Frare, Francesco Geronazzo, Rossano Guerra, Barbara Martini, Ivo Mosele, Guido Navaretti, Giovanni Piccini, Lanfranco Quadrio

 

testo introduttivo di 

Vincenzo Gatti

 

PALAZZO LOMELLINI

Carmagnola (To)

 

26 agosto - 2 ottobre 2016

 

 

Gli incisori in mostra
sono stati selezionati da


Franco Fanelli:
Cornelia Badelita
Roger Benetti
Giancarla Frare
Francesco Geronazzo
Guido Navaretti
Luciano Rossetto:
Paolo Ciampini
Sandro Bracchitta
Vladimiro Elvieri
Ivo Mosele
Lanfranco Quadrio
Giuliano Santini:
Bruno Cerboni Bajardi
Clemente Fava
Rossano Guerra
Barbara Martini
Giovanni Piccini

 

Se il '900 è stato il secolo delle avanguardie, delle contaminazioni, della crisi delle certezze, nel nostro tempo il "sistema dell'arte" spesso indulge all'apparenza, all'effimero, allo strabiliante. È ovvio che l'incisione, per sua stessa natura(tutte le modalità operative si evidenziano per la conferma e l'attenzione, piuttosto che per la provvisorietà...) si trova ad operare con mezzi poco seduttivi verso una critica, un pubblico, un mercato a dir poco indifferente e distratto.
Sempre, in ogni pratica artistica è esercizio sterile e fuorviante attribuire meriti o demeriti contrapponendo illusioni di purezza ad altrettanto illusorie presunzioni di modernità.
Nell'incisione, piuttosto che enfatizzare il confronto tra "tradizione" e "sperimentazione" occorrerebbe finalmente cancellare il versante seriale della procedura (in nome del quale tanti misfatti si sono compiuti...) per concentrarsi sul valore autonomo del risultato finale, e fatale, di tutto il processo speculativo.
Le servitù imitative, le funzioni gregarie, sono forzati retaggi di un tempo passato, come aveva giustamente sottolineato Guido Giubbini, indicando nel perfezionarsi dei procedimenti legati alla litografia e alla fotografia nel XIX secolo, il merito di annullare ogni ambiguità, restituendo ".... a qualunque mezzo tecnico la loro corretta funzione dimezzi espressivi comunque validi se usati con la consapevolezza dell'autonomia e della specificità del procedimento....".
L'attuale iniziativa dell'Associazione Piemontese Arte, volta a promuovere una rassegna di incisori italiani contemporanei, si pone su questa linea, sia nella struttura organizzativa, (affidando la scelta dei partecipanti, senza por limiti ad età e tendenza, a tre distinti esperti, di diversa estrazione e funzione culturale ), sia per una componente,
per così dire, ideale.
Non si può infatti trascurare il fatto che proprio in Piemonte, nella seconda metà dell'800 si assista al fiorire d'iniziative nodali per la rinascita e il riconoscimento dell'incisione nel nuovo stato unitario: in particolare nel 1864 l'Album Speciale della Promotrice, nel 1869 la pubblicazione de "L'arte in Italia" e, nello stesso anno, la costituzione de "L'Acquaforte, Società di Artisti Italiani".
È infine da ricordare il contributo fondamentale offerto dalla Scuola d'Incisione dell'Albertina di Torino che nel secolo scorso ha rappresentato un esempio singolare di coerenza, continuità e fedeltà a comuni ideali, anche nella divergenza dei linguaggi, da Marcello Boglione, a Mario Calandri, a Francesco Franco.
Questa rassegna, che si pone nel solco di altre, in Piemonte, purtroppo non più attive, nasce con i migliori presupposti:
mostrare le diversità, non solo materiali e procedurali, ma addirittura concettuali dell'incisione e nel contempodiscernere i processi evolutivi e le ragioni dei fenomeni che gradualmente mutano finalità e funzioni.
Per l'incisore, in special modo, risulta comunque essenziale riconoscersi nella propria opera, ben sapendo che anch'essa dev'essere conosciuta come tale senza ambiguità, con le sue specifiche, irrinunciabili peculiarità e, in funzione dello stesso suo esistere, con il giusto nome per dirla.