Le Mostre

TRA IDEA MITO REALTA'

IDEA MITO REALTA'

SANDRO DE ALEXANDRIS, ENZO ISAIA, JOHANNES PFEIFFER, GIORGIO RAMELLA

a cura di

PAOLA MALATO

 

Palazzo Lomellini 

Carmagnola (To)

 

9 maggio - 22 giugno 2014

 

 

Sono artisti molto diversi tra loro, Sandro De Alexandris, Enzo Isaia, Johannes Pfeiffer e Giorgio Ramella: molto diversi per orientamento
formativo, per ricerche sperimentali, per obiettivi estetici.
Li conosco da tanti anni, ne conosco la serietà professionale e le ansie delle personali indagini creative. Ne conosco la comune costanza nell'analisi dei valori compositivi, cromatici, percettivi, spaziali, nel lavoro singolo. Una costanza che è applicazione, studio continuo e inalienabile, che è ricerca del raggiungimento di un esito, approfondimento dello stesso e subito dopo del suo superamento.
Per andare oltre. Verso un oltre che già guarda a più nuove prospettive, ma che contiene tuttavia tutte le intuizioni e le esperienze
private, accumulate e sedimentate nel percorso di anni di lavoro.
Si, anni di lavoro, perché questi artisti sono già molto noti e con un prestigioso curriculum alle spalle: gli inizi delle carriere sono per tutti intorno agli anni Sessanta, chi un po' prima e chi un po' dopo, nell'area teorico-concettuale per De Alexandris e in maniera evidentemente diversa anche per Pfeiffer, nell'area di una figurazione narrativa per Ramella e nell'area di un crudo realismo per Isaia, e sono tutti nell'ambiente piemontese, per proiettarsi poi sul piano internazionale.
Non è dunque, questa mostra, un volerli mettere a confronto tra loro. Tutt'altro: è piuttosto un voler analizzare, in parte, il percorso di ricerca che ciascuno ha portato avanti nel tempo all'interno della individuale area di operatività, con la consapevolezza morale e intellettuale che li contraddistingue. Perché questi artisti lavorano in un'epoca come questa, che produce immagini su immagini – siano esse di violenza, di bellezza o di volgarità – imponendoci di ingurgitarle e digerirle rapidamente e impedendoci così di distinguere quello che esiste da quello che resiste, quello che è solo banalmente dissacrante da quello che nasce da una consapevole coscienza critica.
De Alexandris, Pfeiffer e Ramella presentano dunque, nel rinnovato palazzo Lomellini di Carmagnola, una sintesi del loro lavoro, supportato dai disegni e dai progetti che ne raccontano il momento generativo, l'idea iniziale dell'atto creativo, quello che rivela la tensione e le inquietudini durante l'elaborazione emotiva e insieme logica del pensiero.
E Isaia allo stesso modo, ma con i suoi strumenti linguistici – quelli freddi e lucidi della macchina fotografica – fissa per sempre il tempo con scatti di nitida realtà, resi ancor più drammatici dall'uso del bianco e nero.
Riallacciandomi dunque alle premesse, la divergenza delle rispettive indagini artistiche tra De Alexandris, Isaia, Pfeiffer e Ramella diventa un'occasione non per sottolinearne le differenze, ma per servirmene come elemento positivo, perché, come diceva Italo Calvino, "la pluralità dei linguaggi diventa garanzia di una verità non parziale".

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