Le Mostre

IL SEGNO DELLA MATERIA

IL SEGNO DELLA MATERIA

DORA PAIANO, GIANCARLO LAURENTI, PAOLO BELGIOIOSO, LIVIO STROPPIANA

a cura di

ANGELO MISTRANGELO

 

Palazzo Lomellini 

Carmagnola (To)

 

19 giugno- 19 luglio 2015

 

 

Il fluire inesausto del segno, vibrante e teso a delineare una forma o un'immagine, unisce gli aspetti e i momenti espressivi, tra pittura e scultura, dei quattro artisti invitati alla mostra «Il segno della materia»: un appuntamento che si sviluppa nelle sale di Palazzo Lomellini con i lavori di Paolo Belgioioso, Giancarlo Laurenti, Dora Paiano e Livio Stroppiana.
Due scultori e due pittori che si muovono nell'area della figurazione o di un controllato astrattismo, attraverso le cadenze di una personale visione e interpretazione della realtà, di una ricerca che appartiene alle esperienze del secondo Novecento e del nuovo
Millennio.
Un incontro, quindi, fra tecniche e soluzioni diverse, che sono il risultato di sottili e infinitesimali emozioni, di luoghi della memoria che diventano storia, accensioni cromatiche, materia, dal legno alla plastica al bronzo, in una sorta di rinnovato cammino lungo e
all'interno dell'imperscrutabile dimensione umana.
In ognuno di loro vi è il senso di una rappresentazione mai sconfitta dal tempo o dagli eventi, ma si avverte il valore di una narrazione che lega la poetica installazione Sculture di mare e di vento di Belgioioso agli intensi Angeli impossibili di Laurenti, la terra e
il fuoco della Paiano ai rossi-segnali-notturni di Stroppiana.
L'esposizione costituisce un punto di riflessione per cogliere le diverse personalità, per accostarsi alle scansioni e alla poliedricità dei linguaggi, per avventurarsi negli spazi concettuali di una «scrittura» che travalica l'impegno dei singoli artisti per confluire in un unico momento di assoluta e vitale comunicazione, pur nelle differenti concezioni espressive.
Una «scrittura» che si identifica con l'energia insita nelle opere selezionate, con la sensibilità di un dialogo per segni e materia, con la pulsante frequenza di una raffigurazione che «occupa» il Palazzo e contemporaneamente stabilisce un preciso rapporto tra pagine astratto-informali e sculture immerse nell'atmosfera.
E le concettuali enunciazioni intorno alla cultura visiva, costituiscono un bagaglio insostituibile di conoscenze per raggiungere, esprimere ed esprimersi con continuità e fedeltà secondo la propria creatività, per approdare a composizioni in cui il disegno, le incisioni,
gli schizzi preparatori assumono una decisiva valenza, una testimonianza della prima idea, di una subitanea intuizione, di un'essenziale formulazione del proprio pensiero.
E i fogli di grafica sono le testimonianze di una progettualità mai fine a se stessa, ma capace di concretizzare il discorso, di annunciare e definire l'opera o di essere il segno di un pensiero che si libera nello spazio con assoluta e immateriale leggerezza.

 

 

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