Le Mostre

PERSISTENZE FIGURATIVE 2016

PERSISTENZE FIGURATIVE 2016

MISETTA BOZZINI, SOFIA LAUDADIO, VALERIO RIGHINI, FLAVIO ROMA, EGLE SCROPPO, EMMA VIORA

a cura di

ANGELO MISTRANGELO

 

24 giugno - 24 luglio 2016

PALAZZO LOMELLINI

Carmagnola (To)

 

 

E l'arte rivela l'altra faccia della luna, della storia, dell'immagine che si fa testimonianza del fluire delle stagioni all'insegna del colore,
della luce, della materia.
Il discorso offre spunti, occasioni, sottese emozioni che esprimono il senso di una ricerca in cui la rappresentazione occupa lo spazio
e nello spazio emergono luoghi, segni, pagine pittoriche e forme modellate nell'atmosfera.
Il percorso della rassegna allestita a «Palazzo Lomellini» è scandito da un lungo racconto, dal fascino dei silenzi, dal sogno che si fa
realtà, sguardo in divenire, energia emergente dal bronzo o dalla ceramica.
In particolare, la rassegna costituisce un ulteriore documento dell'attività espositiva promossa dall'Associazione Piemontese Arte,
della possibilità di comunicare le proprie interiori emozioni mediante una linea che lega l'idea generante l'opera e il significato di
ogni gesto, di ogni voluto e pensato cromatismo.
E la persistenza della figurazione, della creatività e di quella visione che presiede alla formulazione di una vera e propria «scrittura»,
rappresentano i riferimenti di una sorprendente gestualità capace di fissare le subitanee intuizioni, l'alternarsi dei pieni e dei vuoti,
la luce che percorre i volumi o il profilo di un viso o una forma armoniosa nell'atmosfera.
In tale angolazione, i lavori dei sei autori invitati a questo appuntamento concorrono a delineare il rapporto tra linguaggio, risvolti
sociali, tradizione e innovazione. Quattro pittrici e due scultori, quindi, che caratterizzano un itinerario estremamente misurato, contrassegnato
da un inesausto dialogo con l'ambiente e le esperienze culturali del proprio tempo.
E così si coglie, di sala in sala, l'essenza dell'«Autoritratto» di Misetta Bozzini, che ha frequentato lo studio di Francesco Menzio, e
lo scorcio dei tetti e abbaini del quadro «Casa di fronte», la deliziosa interpretazione dei giorni dell'infanzia e la «Figura su Liberty»,
realizzata con una tecnica raffinata e puntuale. Accanto s'incontra un mazzo di fiori rossi e una conchiglia fra vasi, foglie e un gatto
che osserva curioso, mentre la sua limpida pittura nasce e prende consistenza formale da una sottile e interiore sensibilità.
Una sensibilità che accompagna il dettato di Sofia Laudadio tra rigore geometrico e «spazio infinito», in una sorta di suggestivo
richiamo a un astrattismo dai lirici accenti espressivi. Formatasi all'Accademia Albertina, ha sviluppato una dimensione pittorica attraversando le correnti del Novecento e del nuovo Millennio, con un dipingere che unisce «Ultimo silenzio» al ciclo delle tecniche
miste «Tre punti verde», «Tre punti bianco» e «Tre punti blu», risolto con un personale alfabeto di segni e luci.
E il segno stabilisce una connessione con l'entità figurale delle «vie del suono» di Egle Scroppo (che ha collaborato a «Nuova
Società»), con un dato cromatico che svaria dai rossi agli azzurri ai gialli, con una narrazione permeata da una vibrante musicalità.
Dal fondo delle superfici affiorano volti, uccelli, filiformi figure-simbolo, delineate secondo una narrazione che muta continuamente
assumendo risvolti diversi: da «Terre del mutamento» a «Con varietà d'inganni», ai richiami mitologici.
Di Emma Viora, invitata alla «Promotrice» al Valentino e alla rassegna «Magica Luna» al Circolo della Stampa, l'intimo colloquio dei petali
si confronta con il melograno di «Genesi», con la delicata definizione floreale di «Concerto». La natura di «Metamorfosi» e la sublime
varietà dei pesci tropicali, lo studio a sanguigna per un ritratto di ragazza e un volto pensieroso, mettono in evidenza i poetici risvolti
della sua pittura, dove il colore e la luce sottolineano peonie e l'alba a Pavarolo.
La «Stele a muro», in ferro, apre l'indagine intorno alla scultura di Valerio Righini che durante il suo lungo cammino artistico ha collaborato
con i poeti Giorgio Luzzi, David Maria Turoldo e Angelo Casati. E con l'installazione «Vigna bronzea», in ferro bronzo e legno,
l'immersione nello spazio degli elementi ad altezza variabile stabilisce precisi riscontri con il territorio, con la cultura del tempo, con
la struttura di «Fra cielo e mare», in ferro, verderame in scaglia e materiali vari.
Con l'impiego della ceramica Flavio Roma riassume visionarietà e manualità, simbolica figurazione e insinuante tensione espressiva,
che lega «La chaise tragique» a «Lo scorrere del tempo». Gli inizi ad Albisola, il «Museo Flavio Roma» a lui intitolato, la tensione
creativa, sono il risultato di una ricerca in cui le suggestioni surreali e le superfici graffite sono momenti di un'esistenza rivelata,
ripercorsa, rielaborata. E da «Deltavaso» a «Fuga levogira» si scopre la forza e il profondo pulsare della materia.
E dalla memoria del tempo emerge un'arte in continua trasformazione ed evoluzione socio-culturale, segnata da colori, materiali,
immagini.

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