Le Mostre

SERGIO ALBANO

La prospettiva del sogno.
A cura di Angelo Mistrangelo

Martedì 9 novembre alle ore 18:00 si inaugurerà presso la sede del Piemonte Artistico e Culturale in Piazza Solferino 7 a Torino, la retrospettiva dedicata al pittore Sergio Albano promossa dall'Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte e organizzata dall'Associazione Piemontese Arte presieduta dallo scultore Riccardo Cordero. Le opere esposte, provenienti dalla collezione personale dell'autore e da collezioni private, concorrono a rinnovare i momenti del percorso artistico dell'artista nato a Torino nel 1939 e scomparso nel 2008.

Attraverso una cinquantina di opere di Sergio Albano, tra dipinti ad olio e disegni, si delinea una stagione espressiva che si è aperta nel 1961 con una personale alla Galleria Fogliato mentre osservando i suoi quadri si avverte una continua ricerca intorno al valore dell'immagine evocata, dell'energia del colore e di quella luce che fissa un'antica struttura architettonica o un reinterpretato paesaggio montano, il movimento armonico dei ballerini o i ritratti di giovani ragazze.
Una pittura, la sua, estremamente rigorosa nella definizione di una casa in collina e di una sera a teatro, di un metafisico interno e di una giornata trascorsa al mare, che raccontano dell'attenzione con la quale ha colto la realtà, gli aspetti di una interiorizzata quotidianità, il clima di un dipingere mai scontato ma sempre elemento determinante di una complessa personalità. In mostra si possono vedere opere come «La grande torre» (1983), «La notte» (2004), «Una sera a teatro» (2001), «Rossana» (1988).

Formatosi, inizialmente, sotto la guida del padre Mario (Torino 1896-1968), Albano ha frequentato il Liceo Artistico di Torino, alla scuola di Gregorio Calvi di Bergolo e di Carlo Terzolo. Docente di figura al Liceo Artistico Statale di Torino, ha successivamente insegnato presso Istituti privati torinesi e alla Scuola Nazionale di Cinema di Animazione a Chieri.
Negli anni Ottanta ha istituito la scuola di pittura denominata «Gruppo d'Arte di Via Perrone», nello studio che fu dello scultore Umberto Mastroianni e del pittore Carlo Terzolo. Nel 1998 la Galleria Fogliato ha organizzato la mostra «I tre Albano», con opere di Mario, Sergio e della sorella Alba, pittrice dalla materia intensa e dalla robusta figurazione.

Il discorso di Sergio Albano è legato a una personale visione dell'arte, come si rileva dai suoi scritti: «La mia vita artistica mi tende in due direzioni antitetiche ed estetiche, tra il «Classico» e il «Romantico», tra il razionale e l'irrazionale. E forse è proprio questa ricerca di equilibrio tra questi due poli che da il senso ultimo alla mia pittura».

«L'architettura silenziosa solida e solenne, il silenzio del passato attraverso il presente, cento idee disegnate, schizzate, di città impossibili...tutto ritorna nel presente, ripulito, determinato, scandito. Vie diritte come sciabolate nello spazio.
Muri, tanti muri di mattoni, di pietra, mangiati dall'incuria degli uomini. Rivivono Guarini, Juvarra, Vittone, Alfieri... vibrano di luci i mattoni dei palazzi. Questi sono i miei temi: elaborazioni di ricordi, scavare nel passato per ritrovare il mio presente, spezzare i periodi con pensieri sull'arte di grandi pittori e poeti...».

Angelo Mistrangelo

CITAZIONI CRITICHE

«...Un esercizio sapiente nello stabilire sia le quantità, le elevazioni, le dilatazioni delle immagini: il rapporto tra vuoto e pieno; tra primo e ultimo piano; tra l'orizzonte della ribalta (c'è evidente il sapore di boccascena mantovano o vicentino) e
l'orizzonte dell'infinito...». Luigi Carluccio, «Gazzetta del Popolo», 11/12/1971

«...Immagini plastiche dove la coerenza della composizione figurale viene quasi sottolineata dagli accordi di una tavolozza in cui anche le tinte più calde come i bruni e i rossi, sembrano cristallizzare ogni loro accensione».
Angelo Dragone, «Stampa Sera», 27/ 12/ 1971

«...Lucida razionalità, impregnata di onirica tensione: i partiti di luce-ombra si dialettizzano nelle ombre lunghe e profonde da cui scatta l'algore di luci abbacinate e l'atmosfera sempre più rarefatta tocca il culmine di una realtà mentale ed inferica al tempo stesso...».
Piero Bargis, presentazione mostra alla Galleria La Cittadella, Torino, 25 novembre - 10 dicembre 1974.

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