Le Mostre

SCULTURA INTERNAZIONALE A LA MANDRIA

02/06/2002 - 27/10/2002

John Aiken, Zadok Ben-David, Pascal Bernier, Hartmut Boem, Julia Brnefeld, Rui Chafes, Esther Ferrer, Antony Gormley, Sigurdur Gudmundsson, Anish Kapoor, Arnaldo Pomodoro, William Pye, André Raboud, Jean Pierre Raynaud, Paul Statham

, MariaLuisa tadei, Nicola Bolla, Enrica Borghi, Eredi Brancusi, Laura Castagno, Riccardo Cordero, Massimo Ghiotti, Luigi Mainolfi, Leonardo Mosso, Klaus Munch, Ugo Nespolo, Federico Piccari, Luigi Stoisa, Luisa Valentini.
Villa dei Laghi - Venaria Reale, Torino

CURATORI:
Victor De Circasia

DOVE:
Villa dei Laghi - Venaria Reale, Torino

ORARI:
Il sabato e la domenica dalle 11:00 alle 19:00. Ingresso libero. Accesso da Ponte Verde

INGRESSO:
gratuito

COMUNICATO STAMPA:
Sabato 1° giugno 2002 alle ore 18:00 si inaugurerà presso la Villa dei Laghi all'interno del Parco La Mandria, Comune di Venaria Reale (Torino), la mostra Scultura Internazionale a La Mandria, che vede la partecipazione di 29 artisti europei.

La scultura europea seguita a ricavare utili dalle proprie radici storiche. Gli esempi più recenti continuano a predominare nella rappresentazione moderna del fine e della filosofia in scultura. La presenza sempre più diffusa d'istallazioni e di performance ha fuso insieme le differenze tra l'happening americano e le tradizionali tendenze orientali alla non rappresentazione. L'identità acquistata dalla scultura contemporanea europea ha tratto beneficio dallo sviluppo di nuovi spazi e dall'espansione dei centri espositivi, oltre che dalla presenza fondamentale e complessa dell'artista in veste di partecipante, critico e conservatore della sua stessa opera.

Il dominio dell'uomo come «immagine presenza» nel mondo, l'uso degli eventi storici, la presenza effimera dell'oggetto, della landscape art e di memoria come strumenti visivi sono, in scultura, forma autentica, e indicano il vivificarsi della metafora e la conquista del mito. L'erosione dei confini nazionali, la presenza d'artisti stranieri e il loro contributo artistico, l'uso dei sogni e dell'immaginazione come elementi nella costruzione di una nuova filosofia e di nuovi miti sono tutte reazioni contro la commercializzazione e le etichette imposte da tendenze e gruppi, e hanno contribuito a facilitare la comunicazione di un'intenzione o a rendere coerente un'idea, già consolidata dai critici d'arte e, nella maggior parte dei casi, patentata come scuola di pensiero. Forse oggi vi sono meno limitazioni, e l'artista dispone di più aperta partecipazione nella creazione di un'idea, anche se il linguaggio dei mass media continua ad agire da referente per l'identità collettiva.

Oggi le forme visive della scultura sono multiformi quanto gli artisti stessi, che hanno contribuito a far precipitare la crisi del vocabolario standard della scultura e a conseguire forza vitale nell'elaborazione di un significato coesivo mediante l'uso di strumenti avanzati: da radio, televisione, tecnologia digitale, laser, suono e immagine computerizzati alla semplice performance manuale. L'artista, in quanto individuo, ha realmente effuso una creatività paragonabile soltanto a quella rinascimentale.

L'infinito scenario della scultura europea è ben rappresentato nello splendore del parco regionale della Mandria. Questa cornice naturale offre magnifiche opportunità di vedere e godere le opere dei grandi maestri europei della scultura contemporanea. Indubbiamente il paesaggio naturale non è la scena tradizionale della scultura, ma dà allo spettatore la possibilità di vedere, di prima nano, la collocazione della scultura nella natura, mentre si conserva il significato dell'oggetto e certamente migliorano le qualità visive dell'opera che reagisce ai mutamenti della natura e delle stagioni: perciò la scultura, attraverso la contestualizzazione e le connessioni spaziali, si trasforma. La collocazione in galleria, in molti casi, fa sì che l'opera perda le sue caratteristiche e il suo rapporto con l'universo o l'ambiente da cui proviene.

Nella scultura d'oggi, le forme e l'uso di materiali diversi fanno parte del desiderio dell'artista d'esprimere la propria connessione con il mondo contemporaneo. L'interpretazione di pensieri complessi è anche stimolata da una realtà e dalla presenza di bellezza estetica nell'uso delle idee forti d'ordine, legge, religione, società, distruzione, inerzia e caos. L'approccio filosofico si collega piuttosto all'alienazione, alla frammentazione, all'effimero, alla dualità, alla violenza e alla rappresentazione metafisica. Né dobbiamo dimenticare che anche gli elementi classici di scultura in quanto struttura, volume e spazio sono presi in considerazione.

Il più ampio quadro della scultura contemporanea europea non corrisponde a un archetipo o, in un certo qual senso, a definizioni legate al passato, come simbolismo, vorticismo, costruttivismo, cubismo o pop art, o a una visione singola o a un pensiero filosofico. L'arte, oggi, è forse più coinvolta nel mondo del viaggio, del pensiero effimero e metafisico e dell'indipendenza filosofica. Forse l'attuale creazione artistica è una reazione contro un'unificazione stilistica del fare scultura che ha contribuito all'attuale e positiva diversità.

Il predominio della scultura europea si spiega, in generale, con la seduzione della diversità, che ha fatto sì che essa abbandonasse i punti di vista tematici o stilistici oppure i materiali che furono le sue principali risorse negli ultimi trent'anni. Abbiamo una coesione di nuovo tipo, con un modo individuale d'affrontare la scultura e una certa forma di classicismo che sta nel processo di costruzione e si rapporta maggiormente alla percezione umana, importante quanto l'oggetto stesso, talvolta inteso come la scultura per se. La scultura europea d'oggi rispecchia una frattura sociale spesso associata a una crisi della società, ma non reagisce direttamente a riferimenti o discorsi storici, economici o politici.

La nuova scultura pubblica ha contribuito a creare una diversità di stile e a rompere con una tradizione secolare poiché, in generale, il suo compito è inteso non come risposta tematica a singoli criteri, ma come l'interpretazione, da parte del pensiero dell'artista, degli elementi a sua disposizione. Da questa ragione può emergere una nuova base della scultura contemporanea, più libera e più aperta all'approccio individuale dell'artista. I progetti ambiziosi di nuovi musei e gallerie rappresentano il culmine dell'educazione all'arte e del riconoscimento culturale delle arti e del contributo che queste danno al piacere e alla partecipazione sociali nella costruzione di una nuova era.

L'autorità della scultura europea ha le sue origini in una reazione alla sfida diretta dell'estetica americana, che ha dato un senso di novità al valore del nuovo e del minimale e un nuovo significato al grandioso e al monumentale rispetto all'arte europea non oggettiva, astratta e concettuale. Nel vecchio continente c'era ben altro che l'assimilazione della rappresentazione simbolica dell'uomo come mito, di spazio come legge della creazione, di pluralismo con molteplicità di linguaggi senza etichette o «ismi».

Lo scultore è penetrato nel dominio del poeta al lavoro, che costruisce e trasmette il proprio linguaggio e interpreta i propri sogni. Lo scultore, oggi, interpreta il «sacro» ed estrae le proprie asserzioni, reagendo a realtà fisiche, senza obbedire a regole, manifesti o dichiarazioni di principio. La presenza preminente della scultura europea ora rende palese la lunga lotta sostenuta contro il metodo arcaico e suscitata dalla presenza fisica collegata alle dimensioni o al volume. Ora la scultura europea è più concentrata sull'affermazione dell'umanità nell'arte, nello spazio, nel destino.

L'assenza di contesto politico che caratterizzò gli anni sessanta o settanta del Novecento smentisce l'idea di predominio di un messaggio più diretto attraverso i media e dell'organizzazione del sostegno attorno ai risultati anziché compromettere il prodotto artistico.

Così l'inclusione in questa mostra d'artisti che risiedono a Torino indica la vitalità e la creatività degli artisti di questa città; il loro talento e la comunicatività del loro linguaggio hanno un sapore internazionale che si presenta e manifesta nella sua qualità più alta. Quest'area, che in passato ha alimentato tanta creazione artistica, ora prosegue sulla stessa strada, con la stessa vitalità e lo stesso incoraggiamento per una nuova generazione d'artisti promettenti destinati a entrare nella scena internazionale dell'arte.

La frammentazione dell'arte a Torino corrisponde a un radicale mutamento politico ed è in sintonia con una città al crocevia di paesi diversi. La prosperità artistica di questa regione fa parte della storia sociale della città attraverso i tempi, fatta per accumulazione. Ricchi mecenati si sono assicurate e hanno coltivato alcune delle figure più importanti della scena artistica internazionale, sia nel campo dei mestieri sia in quello delle arti. I più recenti fenomeni e personaggi di spicco dell'arte povera sono diventati famosi e hanno reso famosa l'Italia collocando un valido prodotto artistico fuori delle frontiere regionali e rendendo possibile a un gruppo di giovani concorrenti di ieri l'esplorazione e la drammatizzazione della loro creatività. Oggi una nuova generazione e altri artisti che furono messi in ombra da questo gruppo hanno l'opportunità di comparire sulla scena con contributi importanti e con un forte ruolo artistico da esplicare. La creatività non si concentra in un gruppo o una tendenza, ma sull'elemento fondamentale che l'artista è un «prodotto» unico ed è libero di rispondere ai propri criteri artistici personali.

Gli artisti che partecipano a questa mostra d'arte internazionale sono pienamente consapevoli dei mutamenti che avvengono nel carattere della scultura quando questa è esposta all'aperto; hanno affrontato la sfida dell'interazione con la natura e della manifestazione di composizione e colore in presenza dell'oggetto, la scultura. Qui espongono alcuni dei maggiori protagonisti della scultura europea contemporanea e ognuno, scultore o scultrice, presenta le caratteristiche individuali proprie o della scuola di cui fa parte; nessuno di loro aderisce a etichette o tendenze datate e probabilmente ciò aprirà nuove possibilità d'interazione e differenziazione, rendendo questa mostra una delle più originali che io abbia mai curato. L'opera di ognuno dei partecipanti a questa mostra è accurata nell'esecuzione e collocata entro un elemento attivo che corrisponde all'esigenza di comunicare un simbolo, un linguaggio o il sogno onnipresente dell'artista. Il miglior giudice delle sculture esposte nel parco regionale de La Mandria sarà ovviamente il pubblico, che certamente godrà della presenza artistica e della creatività umane entro questo magnifico scenario.
(dal testo introduttivo di Victor De Circasia)

ALLESTIMENTO:
Victor De Circasia, Riccardo Cordero

UFFICIO STAMPA:
Irene Belloni

ORGANIZZAZIONE:
Associazione Piemontese Arte

ENTE PROMOTORE:
Regione Piemonte

Domanda di Iscrizione

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