Le Mostre

SCULPTOR IN FABULA

08/06/2001 - 01/07/2001

Bersezio, Crosio, Ferrero, Malato, Mascia, Mondazzi, Pigrucci, Sasso
Sotterranei di Palazzo Minucci-Solaini - Pinacoteca -
Via dei Sarti, Volterra

CURATORI:
Ivana Mulatero, Giuseppe Cordoni

DOVE:
Sotterranei di Palazzo Minucci-Solaini - Pinacoteca -
Via dei Sarti, Volterra

INGRESSO:
gratuito

COMUNICATO STAMPA:
Proseguendo l'attività espositiva incentrata sul tema della scultura s'inaugura la collettiva itinerante d'otto artisti dell'area Piemontese. Enzo Bersezio, Carla Crosio, Marienzo Ferrero, Paola Malato, Antonio Mascia, Raffaele Mondazzi, Carlo Pigrucci e Marina Sasso, hanno in comune un approccio narrativo svolto con il linguaggio plastico. Una narrazione che si rivolge al mito, alla classicità, al quotidiano. Una volontà di raccontare per figure, allegorie, metafore.
Sulla base di queste premesse è nato il titolo "Sculptor in fabula" che richiama alla mente il famoso detto terenziano "lupus in fabula", come si dice di qualcuno quando arriva nel momento in cui si parla di lui.
In questo caso è la scultura, nelle molteplici interpretazioni che ne danno gli artisti, a fare la sua comparsa secondo stili e strumenti in grado di narrare storie che si collocano al di fuori del tempo contingente. La mostra nasce da una breve riflessione in margine alla relazione che si accampa, con sempre maggior insistenza, tra la scultura e la narrazione. Già la parola stessa "scultura" registra la perdita di un significato definito, che la certifichi secondo la radice etimologica di "sculptus". La scultura ingloba altri generi espressivi, e a sua volta è assorbita da questi, con una sostanziale apertura verso le problematiche del sociale, la cui conoscenza induce negli artisti una consapevolezza del ruolo della soggettività che si trova ad agire nella precarietà.
E proprio sul cominciare della riflessione ecco il "lupus in fabula", cioè gli "sculptõris in fabula" fare la comparsa: Enzo Bersezio, Carla Crosio, Marienzo Ferrero, Paola Malato, Antonio Mascia, Raffaele Mondazzi, Carlo Pigrucci e Marina Sasso. La narrazione ha naturalmente un periodare diverso per ognuno, ma è il filo narrativo che unisce, di là dalle divergenze stilistiche e progettuali, le opere in mostra. Gli autori hanno però altri fattori in comune. Tutti si sono formati all'accademia e sono, o sono stati, insegnanti, quindi alle prese con gli strumenti operativi del mestiere e con una concettualizzazione che li aggiorna puntualmente. Appartengono poi ad un ambito generazionale che li configura, con una certa divaricazione temporale che si estende da Bersezio nato nel 1943 a Mascia nel 1960, come appartenenti ad una generazione di mezzo, ambito caduto in un cono d'ombra da quando le attenzioni sull'arte contemporanea si sono attestate sui fermenti nati dalle ultime generazioni d'artisti o, di converso, privilegiando la storicizzazione dei "maestri".
L'esposizione consiste di sedici sculture (due opere per ogni autore), realizzate in vari materiali, dal bronzo alla terracotta, dal ferro al gesso e alla plastica.
Il catalogo riproduce le opere esposte ed è introdotto dai testi dei due curatori che fanno luce sulle singole poetiche e sulle interferenze linguistiche ed espressive che, a tratti, si stabiliscono tra le opere degli otto artisti invitati.

ORGANIZZAZIONE:
Associazione Piemontese Arte

ENTE PROMOTORE:
Provincia di Torino, Comune di Volterra

IN COLLABORAZIONE CON:
Paola Bagnoli, Associazione Caleidoscopio

Domanda di Iscrizione

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