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Claudio Rotta Loria è nato a Torino nel 1949, lavora oggi tra Torino e Banchette dove vive.

Dopo gli studi artistici, si laurea in filosofia. Dal 1969 al 1976 fa parte dell' "Operativo Ti.zero" di Torino ed è cofondatore dell'omonimo "Centro Sperimentale di Ricerca Estetica".
Dal 1968, orienta il suo lavoro verso la riduzione del linguaggio della pittura ai suoi dati primari, elementari e concreti: realizza dal 1970 i Cromoplastici e le Superfici a interferenza luminosa; dal 1971 gli Oggetti cinetici e i suoi primi Interventi d'ambiente (strutture elementari disposte nello spazio naturale o costruito) e le Spazializzazioni di forme elementari; dalla metà degli anni Ottanta, esplora gli aspetti sensibili ed emozionali della pittura, fase che prelude al ciclo di lavori intitolati Spazi di trame e Spazi di tensione degli anni Novanta.
Contemporaneamente, dalla metà degli anni '80 realizza numerose installazioni site specific che, nel nuovo millennio, si caratterizzano per una spazialità totale, germinativa, coinvolgente. La pittura supera i limiti della superficie, per dilatarsi e attraversare risolutamente lo spazio, trasformandosi e integrandosi in installazioni aeree, costruzioni tridimensionali che coniugano disegno, fotografia aerea, pittura, scultura, colore, luce (neon, fibre ottiche, luci di Wood), oggetti comuni e frammenti di significato simbolico. In esse, rappresentazione e astrazione si fondono incessantemente l'una nell'altra, all'insegna dell'instabilità delle forme e della fragilità della materia.
Oltre alle numerose personali e partecipazioni a mostre collettive, è invitato a rassegne e premi nazionali e internazionali di cui si ricordano: "X Quadriennale d'arte" (Roma, 1975), "Segundos Encontros Internacionais de Arte" (Viana do Castelo e Lisbona, 1975), "Regard sur..." (Paris, 1981), "Livres d'Art et d'Artistes" (Paris, 1982), "Arteder '82" (Bilbao,1982), "Fabriano(c)arte" (Fabriano, 1985), "Ephémèrité" (Paris,1987), "Biennale Internationale du Pastel" (Saint-Quintin,1988,1990), "Forum Konkrete Kunst" (Erfurt, 1994), "Dialoghi di arte contemporanea Australia-Italia" (Melbourne, Geelong, 1999), "Arte Italiàno" (Granada, 1999), "Libri d'artista in Italia" (Torino, 2000), "Il paesaggio dell'anima" (Luxembourg, 2000), "L'ordinamento sensibile" (Aosta, 2000), "Incontri/devitas. 6 artisti contemporanei dal Piemonte" (Castellò, 2003), "LVI Premio Michetti" (Francavilla al Mare, 2005), "XXIV Biennale di Scultura"(Gubbio, 2006), "BAM 2006. Arte in Piemonte 1975/1995" (Verbania Pallanza, 2006), "Il cinetismo sub-cisalpino. Arte programmata ieri e oggi", (Ivrea, 2007), "Via del sale 2007" (Cortemilia e Prunetto, 2007), "Il cinetismo dalle origini ad oggi" (Zagabria, 2007), "Movement as a message" (sezione storica della Triennale di Praga, 2008), "La sindrone di Icaro. 25 disegni di Licini e 26 artisti fra terra e cielo" (Castel di Lama, 2008), "BAM Piemonte Project Artdesign" (Intra, 2008), "900 anni di creatività in Piemonte" (Novi Ligure, 2009), "Progetti di installazioni per le città d'Europa" (Septème, Vienne, 2009, 2010), "E/vento di Peggy" (Vercelli, 2010), "Scultura internazionale a Racconigi. Presente ed esperienze del passato" (2010).
Ottiene la nomination del MOMA (New York, 1989) per il design di Apologue, finale di potenza della Goldmund.
E'artist in resedence a Zagabria, presso l'Istituto Italiano di Cultura, nell'ambito del progetto "Night of EU Cultural Insitutes" (2008).
Realizza la fontana-installazione La leggenda di San Teodulo (Raron, 2008).
All'intensa attività espositiva in Italia, si affianca la partecipazione a importanti rassegne e mostre personali all'estero. Sue opere si trovano nelle collezioni di musei italiani e stranieri.

Parva mens, 2006 Paesaggio, 2002 Paesaggio, 2002 Abbraccio, 2006 A cavallo delle nuvole, 2006 Esposizioni personali:

1998 Torino, Studio Laboratorio: "Labirinti"
2003 Torre Pellice, Fondazione Centro Culturale Valdese ( Sala Paolo
Paschetto ): "Labirinti e mutazioni "
2004 Torino, Libreria Abba: "Mutazioni Antropomorfe"
2005 Torino, Cus Torino: "Mutazioni Antropomorfe"
2006 Chieri (To), Galleria Civica Palazzo Opesso: "Duplice Evento"
2007 Torino, Cus Torino: "Corpi instabili"

Esposizioni personali ( Aperto Torino ):

2000 Torino, 10 Maggio: "Studio Aperto"
2001 Torino, 7 Maggio: "Studio Aperto"
2002 Torino, 13 Maggio: "Studio Aperto"Torino, 28/29 Settembre: "Studio
Aperto", (Edizione speciale in contemporanea con Roma, Acireale,
Strasburgo)

Esposizioni collettive:

1979 Torino, Bottega d'Arte Minerva: "Minerva '79"
1981 Santhià, Auditorium di S.Francesco: 18a Mostra nazionale di pittura
contemporanea "Santhià"
1981 Torino, Promotrice delle Belle Arti: 140a Esposizione Arti Figurative
1982 Torino, Promotrice delle Belle Arti: 141a Esposizione Arti Figurative
1983 Torino, Galleria L'Approdo: "Artisti contemporanei italiani ed europei"
Torino, Promotrice delle Belle Arti: 142a Esposizione Arti Figurative
1986 Santhià, Auditorium S.Francesco: 23a Mostra nazionale di pittura
contemporanea "Santhià ".
Torino, Galleria La Telaccia: "La Telaccia d'oro 1986"
Torino, Promotrice delle Belle Arti: 144a Esposizione Arti Figurative. 1987 Torino, Portici di via Roma: Mostra indetta dalla Regione Piemonte nella
ricorrenza dei 50 anni dalla costruzione di via Roma
1994 Settimo Torinese, Palazzo Comunale: 1a Mostra nazionale di pittura.
1998 Torino, Studio Laboratorio: "Invito al Collezionismo"
2000 Moncucco Torinese, Castello: "Notti di Luna"
2003 Torino, Associazione culturale Teart: "Come eravamo"
2005 Torino, Galleria Wunderkammer: "Cose di altri mondi"
Torino, Galleria Tonin: "100 opere per la fondazione Sandro Penna"
Torino, Cus Torino: "Delucidazioni scomposte"
2006 Torino, IL DADO arredamenti: "60 Artisti: sul tema del dado"
Torino, Cus Torino: "Delucidazioni scomposte"

Esposizioni con il Gruppo " Uindou ":

1994 Ciriè, Società Cooperativa: "Pitture, Sculture, Fotografie"
Borgio Verezzi, vecchia scuola comunale: "La finestra sul cortile"
1995 Torino, I.T.I.S. C. Grassi: "Fuori luogo"
Torino, Sala espositiva della 5a Circoscrizione: "Fuori luogo"
Torino, Sala espositiva della Biblioteca Civica della Falchera: "Le
immagini della musica"
1996 Torino, Associazione culturale Zona Castalia: "Libera/mente"
2001 Venaria Reale, Sala espositiva della Biblioteca Civica Tancredi Milone:
"Diversa/mente"
2002 Venaria Reale, Sala espositiva della Biblioteca Civica Tancredi Milone:
"E/le/menti"
Torino, Associazione Culturale La Cadrega: "Sotto/scala cromatica"
2003 Torino, Libreria Abba: "Suoni, Parole, Immagini"
2004 Borgio Verezzi, Centro Sociale Comunale: "Pittura Contemporanea a
Borgio Verezzi"

Hanno scritto di lui:

Ferdinando Albertazzi, Elisa Bergamino, Francesca Cavallaro, Marilina Di Cataldo, Giorgio Di
Genova, Marco Gagino, Janus, Paolo Levi, Gian Giorgio Massara, Angelo Mistrangelo, Antonio
Oberti, Giorgio Reverdini, Dario Salani, Nadia Sussetto, Chiara Tavernari.

Le innumerevoli mostre e le importanti partecipazioni su invito a rassegne d'arte nazionali e internazionali, come l'interesse d'importanti critici per il suo lavoro, avvalorano il percorso artistico di Flavio Roma. Espone dal 1964. Le sue opere sono presenti in 35 musei, spazi pubblici e collezioni in Italia, Francia, Spagna, Germania, Regno Unito, Scozia, Egitto, Stati Uniti, UAE, Giappone, fra tutti ricordiamo: in Egitto il National Centre Of Fine Arts Of Giza, nel Galles The Chapel Of Art, il Museu de Ceramica de Manises a ValenÇia e il Museu de Ceràmica de L'Alcora in Spagna, l' Espace Bourdelle Sculpture nella città di Montauban, il Keramikmuseum Westerwald in Germania, e ancora in Italia il costituendo Museo d' Arte del Liceo Artistico Arturo Martini di Savona, la costituenda Pinacoteca Civica d'Arte Contemporanea Città di Ruffano a Lecce, il Museo Fondazione G. Mazzotti 1903 e il Museo Civico d' Arte Contemporanea di Albisola Marina, la Raccolta Internazionale d'Arte Ceramica F. A. Grue, a Castelli, il MDeC Museo Internazionale del Design Ceramico di Cerro, il Museo Giuseppe Gianetti di Saronno (Va) e il Museo della Ceramica di Nove (Vicenza).

Artista eclettico, schietto e fortemente avverso ai compromessi, considerato tra i più rappresentativi e coerenti artisti contemporanei, egli stabilisce un'efficace espressività soprattutto con la terracotta. La sua intensa attività creativa i cui risultati, perseguiti con audacia personale, dicono la gravità esistenziale denunciando - spesso ironicamente - l'odierno disagio umano.
La sua avventura artistica con la ceramica, e più tardi con la scultura, inizi - nel 1966 - nella fornace di Lino Grosso proprio ad Albisola, la città che Filippo Tommaso Marinetti definì "Libera repubblica delle Arti".
Nel 2007 il Museo Internazionale del Design Ceramico di Cerro invita Flavio Roma a una importante mostra in omaggio all'amico scomparso Albino Reggiori: assieme a lui sono presenti i trenta artisti che si collocano tra i maestri di massimo rilievo del panorama ceramistico italiano contemporaneo. La mostra è curata da Gian Carlo Bojani, direttore scientifico dei Musei Civici di Pesaro, già del Museo Internazionale di Faenza.
Il 2008 è l'anno del museo a lui intitolato: il "Museo Flavio Roma" ospitato nella settecentesca Villa Serra-Pinelli di Comago. La raccolta museale, voluta dal Comune di Sant'Olcese, che riunisce una selezione di opere realizzate nel periodo che va dal 1968 al 2007, offre una esaustiva conoscenza della creatività dell'artista ed una buona panoramica della sua avvincente avventura artistica. La monografia del Museo è curata da Paola Roseo con testo critico di Martina Corgnati la quale scrive: "(...) L'artista apprezza particolarmente la sua superficie scarna e abrasa, ama quello stato di natura tipico del semire e dell'argilla. Per questo le affida le situazioni difficili che le sue figure spesso sono chiamate ad affrontare, figure maschili e ancora di più femminili, per esempio quella seduta su un uovo (Come su un uovo, 2005), posizione impervia più che scomoda, un uovo liscio, senza appigli e oltretutto fragile, sul quale la figura troppo grande sembra rannicchiarsi, per non scivolare e perdere l'equilibrio. E non meno imbarazzante sembra la situazione di quella Chaise tragique (2006), una mano posta sulla sedia troppo grande, la gamba già protesa nel vuoto. È l'instabilità, la precarietà, quella che l'artista rappresenta con singolare efficacia, l'essere "seduta" è un eufemismo, in realtà la posizione della figura è un passaggio, una transizione momentanea, catturata con un'attenzione quasi fotografica (...)."
Nel 2010 anche il prestigioso Museo Gianetti inaugura la mostra The Sound Of Fire (Il suono del fuoco) nella quale l'artista espone sculture cotte ad alta temperatura nel forno del suo atelier di Albissola. Protagonista Il Fuoco: come una musica trascinante, anima gli smalti riflessati opportunamente inseriti nelle pieghe e fessure dei lavori esposti, lasciando al fuoco - antico compagno dell'uomo - l'incombenza di decidere il destino finale della creta. "Un suono dunque, quello del fuoco, quello delle opere in mostra, che ci raggiunge nel profondo, fino a risvegliare quel suono che, quando tutto tace, possiamo sentire dentro di noi" come scrive in catalogo Mara De Fanti, attenta curatrice della mostra.
Nei lavori recenti di Roma si affacciano sempre più numerose le infrazioni all'anatomia. Sono gruppi scultorei dalla dinamica improbabile che accolgono astrazioni più evidenti rispetto al passato: trasmettono ancora il disagio della precarietà umana, mediante figure poste su impossibili baricentri che sembrano essere ancor meno protagoniste. L'astrazione si impone, quasi a voler annullare la figura o a volerne ridurre il "peso" - come avviene nella moderna società tecnologica - in cui l'essere è privato della sua identità, del suo imprescindibile valore quale essere umano. Notevoli le opere: Aggressione, Conflitto, Imperativo Vivere, Impeto e Bisogno di futuro.
Come una impronta che può appartenere unicamente e inconfondibilmente ad una sola persona: "È la reazione, la denuncia delle vittime: un sentimento su cui Flavio Roma insiste moltissimo, al punto da poterne parlare come di una sua sigla molto riconoscibile" (Martina Corgnati).
Il "giocare" di Flavio Roma con argille differenti, nonostante la diversa dilatazione al calore del fuoco a cui l'opera sarà sottoposta, possa creare rotture, dimostra ancora una volta la dimensione di un artista che conosce a fondo la materia, in un connubbio di manualità e creatività di elevato livello culturale.

Bibliografia recente::
"MUSEO FLAVIO ROMA" – 2008 - Monografia a cura di Paola Roseo con testo critico di Martina Corgnati – Villa Serra Pinelli (XVI sec) - S. Olcese, Ge. - Ediz. Bacchetta, Albenga.

Studio:
ASG/ARTStudio Gallery – Atelier di Flavio Roma - Castello Barile (XVI sec.) Piazza S. Antonio 10a - Albissola Marina, (Sv)

Opera Ospedale S.Sisto, Poschiavo (particolare) Elmo chiuso-celata, tecn.mista su tavola, 55.5x55 Sentinella solare, ferro Grande angelo, gesso, 147x63x26 FIGURALE III - ferro - cm 240x155x62 Valerio Righini (1950) pittore e scultore italo svizzero vive e lavora a Tirano (SO).

A Milano dal 1964 al 1974 compie gli studi: Liceo Artistico Brera; Laurea in Architettura Politecnico.
Dal 1968 partecipa a concorsi e rassegne d'arte e dal 1980 si dedica all'incisione realizzando ex libris ed edizioni di grafica.
Consulente artistico per il Museo Etnografico Tiranese, negli anni 1995-2004, coordina l'attività espositiva della Galleria Pro Grigioni Italiano della Valle di Poschiavo (CH); dal 1989 è membro di Visarte - Società Pittori Scultori Architetti Svizzeri.
Vince vari premi, fra cui: primo finalista al Premio Internazionale "Lario Cadorago", Villa Olmo,
Como 1975. Ambrogino d'Oro, Milano 1978. I° Premio al Concorso di Arte Religiosa, Berbenno
1996. I° Premio al Concorso Intern. Di Ex Libris "Omaggio a G. Segantini", Pusiano 2002.
Nel 2003 si aggiudica il Concorso Internazionale indetto dall' Ospedale S. Sisto di Poschiavo (CH) per la realizzazione di un intervento artistico nell'Ospedale – opera realizzata nel 2004.
Vince il Concorso indetto dal Comune di Santa Caterina Valfurva per la realizzazione di un monumento dedicato al 50° della conquista del K2 – opera realizzata nel 2004.
Operando sul confine italo-svizzero, ha promosso e curato la realizzazione di mostre d'arte a carattere collettivo e transfrontaliero, itineranti tra Italia e Svizzera: Presenze di Valle, 1977; Progetto San Romerio, 1984; Linea Retica, 1988; Carte incise – segni nella storia,1991; Reterhaetia,1999; Figura d'ombra–artisti e poeti per Grytzko Mascioni, 2004; Germinazioni, 2007.
Intensa la collaborazione con amici poeti, sue opere sono presenti nei volumi: Le mura di Glorenza, poesie di G. Luzzi (Ed. L'arzanà, Torino '84); Il grande male di D.M.Turoldo (Ed. Mondadori '89); Piccole prose, testi di C. De Piaz (1986); I miei complimenti a tutta Salisburgo. Poeti e pittori per Mozart (Ed. El Bagatt, '91); Stéfane Mallarmé, Ventagli-Fotografie. Torsi e acque (L'Angolo Manzoni Editrice, Torino '94); Wolfgang Hildesheimer – Schule des Sehens (Ed. Insel Frankfurt, '96); I boschi intorno a Sils-Maria - poesie di Isella e un testo di Grytzko Mascioni (Ed. l'officina del libro, Sondrio 2000); Bloc notes 44, (Ed. Novalles-Lugano '01); Il silenzio dell'alba di Abramo Levi (Ed. l'officina del libro,'03); Via crucis, testi poetici di Angelo Casati (Servitium Editrice, '05); Guernicana - poesie di Luzzi, (Ed. Le rafie, Savona 2005); Diavoli e meraviglie, testo di C. Nys-Mazure (Servitium Editrice, '09).
Numerose le mostre personali e le partecipazioni a rassegne d'arte in città italiane ed europee.
Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private.

Paesaggio Presenza Adriana Ravera Baitone è nata a Torino, vive e lavora a Ivrea.

Ha frequentato la scuola libera del nudo con Giacomo Soffiantino e i corsi di tecniche dell'incisione con Romano Campagnoli.

Collettive:
1989 Torino – Saletta AICS
1992 Torino – Saletta AICS
1995 Torino – Palazzo Lascaris
1996 Torino – Piemonte Artistico Culturale
1997 Torino- Area Mauriziana

Personali:

1990 Torino – Saletta AICS
1991 Venezia – Centro Internazionale della Grafica
1993 Torino – Studio Laboratorio
1994 Atene – Istituto Italiano di Cultura // Salonicco – Istituto Italiano di Cultura
1996 Ivrea – Centro Congressi La Serra
1997 Torino – Studio Laboratorio

Marzio Raveggi nasce a Firenze nel 1954.

Ufficiale di complemento delle truppo Alpine, si laurea in Ingegneria Meccanica al Politecnico di Torino nel 1978 e subito intraprende la carriera internazionale nel settore automotive.

L'attività artistica è sempre stata un hobby, essenzialmente di "fotografo-acquarellista" in particolare con quaderni di viaggio. La passione di Marzio Raveggi è prevalentemente di disegnatore a matita, a penna o china, con successiva leggera acquarellatura , con una particolare predilezione per spazi aperti, montagne, località di interesse storico.monumenti. soprattutto in presenza di un forte coinvolgimento emotivo con il luogo rappresentato.
E' sua caratteristica la capacita' di cogliere rapidamente lo spirito del momento.

Non ha ancora organizzato una mostra vera e propria, anche se non esclude che questo possa avvenire in futuro – se le condizioni e il tempo a disposizione, lo consentiranno.

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