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Roma Flavio

Le innumerevoli mostre e le importanti partecipazioni su invito a rassegne d'arte nazionali e internazionali, come l'interesse d'importanti critici per il suo lavoro, avvalorano il percorso artistico di Flavio Roma. Espone dal 1964. Le sue opere sono presenti in 35 musei, spazi pubblici e collezioni in Italia, Francia, Spagna, Germania, Regno Unito, Scozia, Egitto, Stati Uniti, UAE, Giappone, fra tutti ricordiamo: in Egitto il National Centre Of Fine Arts Of Giza, nel Galles The Chapel Of Art, il Museu de Ceramica de Manises a ValenÇia e il Museu de Ceràmica de L'Alcora in Spagna, l' Espace Bourdelle Sculpture nella città di Montauban, il Keramikmuseum Westerwald in Germania, e ancora in Italia il costituendo Museo d' Arte del Liceo Artistico Arturo Martini di Savona, la costituenda Pinacoteca Civica d'Arte Contemporanea Città di Ruffano a Lecce, il Museo Fondazione G. Mazzotti 1903 e il Museo Civico d' Arte Contemporanea di Albisola Marina, la Raccolta Internazionale d'Arte Ceramica F. A. Grue, a Castelli, il MDeC Museo Internazionale del Design Ceramico di Cerro, il Museo Giuseppe Gianetti di Saronno (Va) e il Museo della Ceramica di Nove (Vicenza).

Artista eclettico, schietto e fortemente avverso ai compromessi, considerato tra i più rappresentativi e coerenti artisti contemporanei, egli stabilisce un'efficace espressività soprattutto con la terracotta. La sua intensa attività creativa i cui risultati, perseguiti con audacia personale, dicono la gravità esistenziale denunciando - spesso ironicamente - l'odierno disagio umano.
La sua avventura artistica con la ceramica, e più tardi con la scultura, inizi - nel 1966 - nella fornace di Lino Grosso proprio ad Albisola, la città che Filippo Tommaso Marinetti definì "Libera repubblica delle Arti".
Nel 2007 il Museo Internazionale del Design Ceramico di Cerro invita Flavio Roma a una importante mostra in omaggio all'amico scomparso Albino Reggiori: assieme a lui sono presenti i trenta artisti che si collocano tra i maestri di massimo rilievo del panorama ceramistico italiano contemporaneo. La mostra è curata da Gian Carlo Bojani, direttore scientifico dei Musei Civici di Pesaro, già del Museo Internazionale di Faenza.
Il 2008 è l'anno del museo a lui intitolato: il "Museo Flavio Roma" ospitato nella settecentesca Villa Serra-Pinelli di Comago. La raccolta museale, voluta dal Comune di Sant'Olcese, che riunisce una selezione di opere realizzate nel periodo che va dal 1968 al 2007, offre una esaustiva conoscenza della creatività dell'artista ed una buona panoramica della sua avvincente avventura artistica. La monografia del Museo è curata da Paola Roseo con testo critico di Martina Corgnati la quale scrive: "(...) L'artista apprezza particolarmente la sua superficie scarna e abrasa, ama quello stato di natura tipico del semire e dell'argilla. Per questo le affida le situazioni difficili che le sue figure spesso sono chiamate ad affrontare, figure maschili e ancora di più femminili, per esempio quella seduta su un uovo (Come su un uovo, 2005), posizione impervia più che scomoda, un uovo liscio, senza appigli e oltretutto fragile, sul quale la figura troppo grande sembra rannicchiarsi, per non scivolare e perdere l'equilibrio. E non meno imbarazzante sembra la situazione di quella Chaise tragique (2006), una mano posta sulla sedia troppo grande, la gamba già protesa nel vuoto. È l'instabilità, la precarietà, quella che l'artista rappresenta con singolare efficacia, l'essere "seduta" è un eufemismo, in realtà la posizione della figura è un passaggio, una transizione momentanea, catturata con un'attenzione quasi fotografica (...)."
Nel 2010 anche il prestigioso Museo Gianetti inaugura la mostra The Sound Of Fire (Il suono del fuoco) nella quale l'artista espone sculture cotte ad alta temperatura nel forno del suo atelier di Albissola. Protagonista Il Fuoco: come una musica trascinante, anima gli smalti riflessati opportunamente inseriti nelle pieghe e fessure dei lavori esposti, lasciando al fuoco - antico compagno dell'uomo - l'incombenza di decidere il destino finale della creta. "Un suono dunque, quello del fuoco, quello delle opere in mostra, che ci raggiunge nel profondo, fino a risvegliare quel suono che, quando tutto tace, possiamo sentire dentro di noi" come scrive in catalogo Mara De Fanti, attenta curatrice della mostra.
Nei lavori recenti di Roma si affacciano sempre più numerose le infrazioni all'anatomia. Sono gruppi scultorei dalla dinamica improbabile che accolgono astrazioni più evidenti rispetto al passato: trasmettono ancora il disagio della precarietà umana, mediante figure poste su impossibili baricentri che sembrano essere ancor meno protagoniste. L'astrazione si impone, quasi a voler annullare la figura o a volerne ridurre il "peso" - come avviene nella moderna società tecnologica - in cui l'essere è privato della sua identità, del suo imprescindibile valore quale essere umano. Notevoli le opere: Aggressione, Conflitto, Imperativo Vivere, Impeto e Bisogno di futuro.
Come una impronta che può appartenere unicamente e inconfondibilmente ad una sola persona: "È la reazione, la denuncia delle vittime: un sentimento su cui Flavio Roma insiste moltissimo, al punto da poterne parlare come di una sua sigla molto riconoscibile" (Martina Corgnati).
Il "giocare" di Flavio Roma con argille differenti, nonostante la diversa dilatazione al calore del fuoco a cui l'opera sarà sottoposta, possa creare rotture, dimostra ancora una volta la dimensione di un artista che conosce a fondo la materia, in un connubbio di manualità e creatività di elevato livello culturale.

Bibliografia recente::
"MUSEO FLAVIO ROMA" – 2008 - Monografia a cura di Paola Roseo con testo critico di Martina Corgnati – Villa Serra Pinelli (XVI sec) - S. Olcese, Ge. - Ediz. Bacchetta, Albenga.

Studio:
ASG/ARTStudio Gallery – Atelier di Flavio Roma - Castello Barile (XVI sec.) Piazza S. Antonio 10a - Albissola Marina, (Sv)

Informazioni aggiuntive

  • Telefono: +39 347. 835 81 36
  • Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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