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Laurenti Giancarlo

Giancarlo Laurenti e' nato il 17 settembre 1948 a Carignano (TO) dove risiede e lavora in via Piobesi 61.
Fin da giovane ha sempre coltivato la passione per le attivita' artistiche. Autodidatta, ha dipinto e creato sculture fino all'eta' di 27 anni partecipando a collettive e personali. poi, un' interruzione durata molti anni durante la quale l'artista con i suoi innumerevoli viaggi non ha mai smesso di lavorare con il pensiero leggendo, immagazzinando emozioni e sensazioni di paesaggi lontani.
Dopo questa assenza ritorna a dipingere e a farsi conoscere mettendo a frutto il bagaglio acquisito.
"il paesaggio di Laurenti non diventa altro che una metafora in cui si sublima la poesia dell' armonia dei colori"
Frequenta il corso di tecniche incisorie nell' ambito della scuola libera del nudo presso l'Accademmia Albertina di Torino.
Ha al suo attivo molte personali e collettive e ha conseguito premi in ambito nazionale.

PITTURA

Per Giancarlo Laurenti passeggiare oppure navigare lungo le rive del Po non lontano dalla sorgente significa immagazzinare nella mente paesaggi inconsueti, ritrovare immagini, vivere sensazioni utilissime per realizzare i propri dipinti .
Con una tecnica personale nella quale si confondono la natura, i pennelli usati in modo tradizionale oppure solamente con "l'asta", i colori scelti con un'intensità cromatica in primis percepita, la forza insita del braccio, la memoria di casuali sgocciolature ormai storicizzate, Laurenti crea specchi d'acqua che si intravedono oltre i canneti, una brughiera che si infiamma al calar della sera, i tronchi dalle chiome giocate tra i verdi e accenti di giallo, brevi ma accesi.
E' dunque un modo di "ritrovare" dei paesaggi già noti, che tuttavia mutano di ora in ora, di stagione in stagione, e trasfondere in essi la sensibilità di chi conosce i deserti dell'Africa, le colline amate dagli scrittori delle Langhe, le folate di vento che all'improvviso piegano steli, arbusti e chiome di alberi secolari che sembrano voler proteggere il grande fiume del Piemonte.

Gian Giorgio Massara

SCULTURA

Dico subito che i lavori che Gian Laurenti presenta a questa mostra di Saluzzo mi piacciono molto e molto mi interessano.
Un po' più complesso è esprimere razionalmente le ragioni per cui questi lavori, così personali e particolari, anche per ciò che riguarda l' esecuzione tecnica, oltrepassano le strutture culturali e le abitudini visive ed arrivano in quel punto della percezione che ti fa dire: ecco. Finalmente lo riconosco.
Riconosco cosa? Non é facile da dire se non si è aiutati dalla qualità dell'artista. Riconosco l'angelo che era nascosto, smembrato e diviso, nella radice sepolta nel fango. Riconosco il Cristo che si torceva, senza saperlo, nell'impalcatura di rami antichi divelti da antiche bufere. Riconosco il torso, il bacino, il braccio, il volto liberati del soverchio, ripuliti del fango, ripristinati nei colori che mai avevano brillato alla luce.
Questo fa Gian Laurenti, questo è il suo lavoro. Che, ripeto, mi piace.
Potremmo, per giustificare questo piacere, tirare in ballo un po' di filosofia, un po' di storia dell'arte, un po' di storia naturale.
Potremmo citare il neoplatonismo del primo Rinascimento fiorentino, quando gli artisti erano incaricati del grave compito di liberare le idee, anzi le Idee, con la maiuscola, dal guscio della materia che le racchiude e ne impedisce la libera ed assoluta realizzazione, e quindi la vita, nel mondo perfetto dell'Iperuranio (si pensi alla fatica, titanica e terribile, di un Donatello o di un Michelangelo nel dar forma a bronzo e marmo per rendere questo concetto).
Potremmo pensare alle teorie scientifiche che negli ultimi due secoli hanno, tra polemiche furibonde, tentato di trovare un senso ed una direzione all'eterno dipanarsi della vita e della morte. Ma tutto ciò rimarrebbe nel campo della teoria. Il lavoro di Laurenti é precisamente quello di rendere oggetto questi concetti. In questo modo, umilmente, con perseveranza, gusto, competenza tecnica dettata da grande esperienza ed amore per ciò che sa fare, egli ottiene degli oggetti carichi di senso, la cui forma, suggerita dagli eventi naturali, diventa narrazione di un percorso e infine, opera d'arte.
Le fasi per giungere ad un simile risultato sono varie.
Si parte dalla ricerca del materiale, legno di rami e radici che il fiume ha strappato dalle rive trascinando e consumando tutto ciò che era possibile (ritorna il concetto di soverchio, eliminato come cosa inutile sovrapposta al nucleo essenziale il quale non perde la sua struttura e il suo significato anche se apparentemente muore), quasi uno scavo archeologico nel letto del fiume, e dalla ripulitura dal fango che lo ha racchiuso probabilmente per secoli. Poi bisogna attendere che il legno, attaccato dai batteri anaerobi della decomposizione, si asciughi e trovi un suo assetto più stabile. In questa fase il lavoro (il lavoro di seguire, indirizzare e correggere la forma) inizia a prendere le sue caratteristiche artistiche. Una volta che i pezzi di legno semi carbonizzato siano stabilizzati con l'aiuto di resine e cere sarà possibile accostarli e giustapporli per avvicinarsi alla composizione della figura. O della forma che descrive un'idea. Laurenti si avvicina a questa forma per gradi, scavando e ripulendo il materiale, componendo ed incollando gli elementi che esprimono con maggior esattezza ciò che ha in mente.
Quando la struttura è completa, con le forme e le linee che concorrono a costruire l'immagine, finalmente chi osservi l'opera può entrare nel mondo dell'artista. Può godere delle forme, del colore, delle superfici curate ed espressive, ravvivate dalla cera che valorizza venature e texture dei materiali. Può godere del dialogo che le opere intessono tra di loro quando sono accostate a comporre un insieme (installazione, direbbero i fan dell'avanguardia), o della collocazione nello spazio, dell'armonia tra pieni e vuoti, del senso profondo di vicinanza alla natura, alla sua vita ed al suo continuo divenire e mutare, che caratterizza queste creazioni (o forse creature).
La vicinanza alla natura non è un fatto di mera scelta di materiali, pure importanti e significativi, ma costituisce il motivo unificante di tutta l'opera di Gian Laurenti: le stesse fasi operative che portano alla costruzione dell'opera rivestono un importante ruolo in ciò.
Naturalmente il senso della creazione artistica risiede nell'opera terminata, e può essere meglio colto con la giustapposizione di molte di esse, ognuna delle quali aggiunge una nota al concerto delle idee.

Scritto per l'amico artista Gian Laurenti nel marzo 2010 da Raffaele Mondazzi, scultore.

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